Tormenti (di una mente demente)

La parola acida

è la mia custode:

un sorriso in trappola

nella smorfia ironica.

Lei comprende e valuta

quel che è meglio dire

pur di non eccedere.

Quanti rischi evita!

So che ben nascosto

– non ricordo dove –

dentro me c’è un magma

che vorrebbe esplodere,

c’è una pazza isterica

che vorrebbe urlare.

Poi ci sono lacrime,

risa, imprecazioni;

l’esigenza stupida

di saper rispondere

allo smarrimento

con parole tenere,

di sapersi esporre,

per un po’ ignorare

la paura atavica

di essere ridicola.

Ma non c’è pericolo!

La parola acida

interviene a dare

la giusta misura

con arguzia e spirito.

La parola acida

è la mia custode

(è la mia prigione).

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