Ode all’impavido

ciclista

O ciclista che lieto te’n vai

percorrendo l’amena statale,

il periglio temere non sai

a te ancor dei divieti non cale.

Spirto indomito, ascolta la prece

di chi tanta prodezza non ha,

ma alla Panda tributo già fece

di guidar con flemmaticità:

ah, se almeno lo sguardo tuo ardito

distogliessi soltanto un istante

dallo smartphone, qual pegno gradito

saria questo al tranquillo passante!

Tu pur sempre ne andresti contento

sul tuo nobil, leggero destriero,

evitando che un esaurimento

i miei nervi colpisse davvero.

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